Intervista pubblicata
su FB-Folk Bulletin, rivista di musica danza tradizione - Dicembre 2009
Riprodotta per gentile concessione del Direttore, Roberto
G.Sacchi.
Anche in formato PDF pag1 pag2
Suonabanda suona ancora e suona doppio !
La formazione di Bergamini, Berselli, Loschi e Vezzali esce con un disco e un libro per celebrare gli oltre 25 anni di attività
a cura di Roberto G. Sacchi
L'ultima intervista che vi avevamo fatto risale all'aprile2003, in occasione del vostro ventesimo compleanno e dell'uscita del vostro primo (!) CD. Cosa è successo in questo periodo nella vita dei Suonabanda?
L’uscita del CD nel 2003 ci ha dato la carica per continuare il nostro lavoro e fino al 2007 siamo rimasti focalizzati prevalentemente sul vasto repertorio di musiche da ballo dell’Appennino Bolognese che abbiamo portato in giro in varie situazioni di Festa, molte volte in collaborazione con i ballerini del gruppo “La Violina” di Bologna e con i ballerini del gruppo “Teamballo” della Polisportiva Masi di Casalecchio di Reno.
In questo periodo abbiamo anche pubblicato un CD contenente tutte le musiche e i canti degli spettacoli dei Burattini dell’Ocarina Bianca (Compagnia animata dai soci burattinai Maurizio Berselli e Beppe Manni) e questa è stata per noi una divertente e piacevole esperienza nella quale abbiamo reinterpretato ed eseguito melodie semplici, arie conosciute dai bambini, con il nostro suono ed il nostro stile.
Nel frattempo abbiamo conosciuto Fabio Bonvicini (musicista e ricercatore che si occupa da diversi anni di musica antica e popolare, alternando l’attività concertistica all’impegno didattico) e grazie al suo interessamento abbiamo partecipato al Maggio delle Ragazze di Riolunato in veste di suonatori nelle edizioni del 2004 e del 2007. Da questo incontro con la tradizione di Riolunato ci è venuta la voglia di approfondire e riprendere la ricerca nel nostro Appennino Modenese e in questi ultimi due anni abbiamo lavorato molto su questo tema. Siamo andati a trovare i parenti di tutti i nostri informatori degli anni ‘80 e questo ci ha permesso di integrare la nostra vecchia ricerca con nuove informazioni, abbiamo conosciuto altri suonatori e siamo riusciti a mettere insieme un buon repertorio di musiche e balli del modenese.
Così siamo arrivati al nostro venticinquesimo compleanno !!
Per fortuna, non avete aspettato altri vent'anni per fare un disco nuovo. Parlateci un po' di com'è nata questa nuova produzione"La bella è entrata in ballo" e perché.
La cosa è nata dopo la nostra partecipazione al Maggio delle Ragazze del 2007 e a questo punto dobbiamo raccontare un pò di questa tradizione. Il Maggio delle Ragazze si svolge da tempo immemorabile ogni tre anni a Riolunato, Comune della Provincia di Modena alle pendici del Monte Cimone, in due distinti momenti: la notte fra il 30 Aprile e il primo Maggio e la seconda domenica di Maggio. Nella notte che segna l’arrivo del mese i giovani e gli uomini del paese si muovono in processione al lume delle lanterne (il paese viene oscurato) cantando in coro una antica melodia, su un testo del 1612 di Giulio Cesare Croce. Il gruppo si ferma di casa in casa e ad ogni famiglia viene cantato un sonetto augurale chiamato “rispetto” appositamente composto. L’accompagnamento strumentale è perlopiù costituito da un piccolo gruppo di suonatori con chitarra, mandolino e violino che alterna al canto un breve intermezzo strumentale , ripetuto per tutta la notte, e brani di intrattenimento nei momenti in cui il gruppo di Maggiolanti trova ristoro nelle case.
Caratteristica di questa prima fase è inoltre “L’Ambasciata”, rivolta alle ragazze da marito. Commissionata dall’innamorato desideroso di dichiararsi alla sua bella, viene cantata dinanzi alla finestra chiusa e buia della ragazza. Se la finestra viene illuminata dalla luce di una lanterna, la ragazza accetta la dichiarazione d’amore e la corrisponde, se invece rimane buia, la profferta amorosa è stata respinta.
La seconda parte del Maggio delle Ragazze ha luogo solitamente nella seconda domenica di Maggio; ha inizio nel corso della mattinata con la raccolta dei doni offerti da ogni famiglia e prosegue nel pomeriggio con la sfilata di uomini e donne nei costumi tradizionali per le vie del paese al canto di “Ecco il ridente maggio” accompagnati dai suonatori con soste nelle piazze dove verranno eseguiti i balletti. La Festa termina con un banchetto per tutti i presenti allestito con i doni offerti dalle famiglie.
In passato i suonatori erano del paese o delle località vicine, poi questi sono venuti a mancare e nelle ultime edizioni hanno partecipato saltuariamente vari suonatori di varia provenienza; nel 2004 e 2007 , vista la nostra continuità ed esperienza nel riproporre la musica tradizionale e considerata la nostra sonorità di gruppo, siamo stati invitati a partecipare ed è stato per noi molto importante poter entrare attivamente nelle tradizioni di Riolunato.
Nel 2007 il Comune di Riolunato ha inaugurato il “Centro di Documentazone del Maggio delle ragazze” e poiché questo non vuole essere solo un Museo ma anche una istituzione viva, radicata nel presente, oltre che testimone della tradizione, con Fabio Bonvicini è nata l’idea di recuperare e reincidere su CD gli antichi brani della tradizione musicale riolunatese, registrati in passato fino alla fine degli anni settanta da diversi ricercatori.
Il Comune e il Centro hanno sostenuto l’impegno economico per la realizzazione del CD, Fabio ha svolto il lavoro di coordinamento, supervisione e produzione, a noi è stata affidata la realizzazione artistica; abbiamo svolto in piena autonomia il lavoro di ascolto, scelta , arrangiamento ed esecuzione dei brani ritenuti più interessanti.
Gli strumenti utilizzati sono stati chitarra, mandolino, violino e organetto, con alcuni interventi di ocarina suonata da Fabio, mentre per l’esecuzione dei canti ci siamo avvalsi della preziosa collaborazione dei Cantori della Compagnia del Maggio di Frassinoro.
Nel disco abbiamo inserito anche diversi frammenti delle registrazioni dei suonatori tradizionali
All'interno delle tradizioni modenesi, soprattutto relative al ballo popolare, come si colloca l'area di Riolunato, alla quale questo disco è dedicato?
Per quanto riguarda le tradizioni è una zona ricca, ancora viva, ci sono belle manfrine, balletti, frulane, scottish , polke, mazurche e valzer antichi che rispecchiano quanto abbiamo recuperato nelle altre vallate; i giovani,in occasione del Maggio, cantano e ballano ancora sentendo il rapporto con la loro cultura che si tramanda.
Oltre al disco, esce in questo periodo anche un libro con CD,"Con la guazza sul violino" curato da Fabio Bonvicini, nel quale siete in qualche modo coinvolti. Raccontateci di cosa si tratta e come si colloca questa nuova esperienza nella storia recente dei Suonabanda.
Come dicevamo all’inizio, in questi ultimi due anni ci siamo nuovamente dedicati alla ricerca e abbiamo messo insieme un cospicuo repertorio di musiche e balli del modenese. Volevamo quindi fissare questo nostro lavoro e abbiamo proposto alla Provincia la realizzazione di un doppio CD: uno che raccogliesse le registrazioni originali dei suonatori che abbiamo conosciuto negli anni e l’altro la nostra interpretazione e riesecuzione, con lo scopo di mantenere viva e attuale la tradizione. Interessato a questa idea, l’Assessore alla cultura ci propose però di realizzare un’opera più ampia, che coinvolgesse altri soggetti e che fosse rappresentativa di varie tradizioni musicali e di canto in tutta la provincia di Modena e chi poteva curare e sviluppare un simile progetto? Fabio Bonvicini. Ne è nato un libro a più voci il cui contenuto riguarda la musica e il canto tradizionale della Provincia, sia da un punto di vista storico-etnomusicologico che in una prospettiva attuale dedicata ai gruppi attivi sul territorio. In questo libro noi raccontiamo la nostra ricerca sulle musiche da ballo a partire dagli anni ottanta fino ad oggi, ricordando i nostri incontri con i suonatori. Il libro include due CD audio , uno con le registrazioni di suonatori e cantori tradizionali (della nostra ricerca sono presenti otto brani), l’altro con diverse reinterpretazioni e riesecuzioni di gruppi tutt’oggi operanti sul territorio ( tra cui due brani tratti dal nostro primo CD).
Molti sono ormai, in Italia, i gruppi che vantano un'attività di parecchi decenni. Voi però, se si eccettua l'uscita dell'amico Paolo Coriani alla ghironda, non avete mai cambiato formazione. C'è una spiegazione particolare o semplicemente è andata così?
All’inizio eravamo quattro amici che volevano suonare e far ballare i balli staccati del nostro Appennino e ogni occasione era buona per divertirsi, nel 1987, quando Pierpaolo è andato per un periodo di lavoro all’estero è arrivato Maurizio con la sua chitarra; poco dopo Paolo, diventato ormai un famoso Liutaio, ha trovato sempre meno tempo per suonare e ha deciso di smettere, da allora siamo sempre quelli. Effettivamente è una storia semplice , la musica che suoniamo è entrata a far parte della nostra vita, considerando che da quando abbiamo costituito il gruppo nel 1983 non abbiamo mai smesso di suonare; in tutti questi anni abbiamo continuato a trovarci quasi regolarmente una sera alla settimana e questo ci ha permesso di ottenere un grande affiatamento, non si sono create leadership prevalenti, abbiamo imparato ad ascoltarci e ad accontentarci a vicenda, nessuno ha voluto prevalere per forza e tra di noi ci siamo sempre aiutati a capire dove e come correggerci e crescere senza pretese. Pensiamo che sia semplicemente andata così, anche se potrebbero esserci delle novità in un futuro prossimo, ma al momento non anticipiamo niente.
Dopo l'esperienza dell'autoproduzione del disco precedente, "La bella è entrata in ballo"esce per l’etichetta Folkclub-Ethnosuoni di Maurizio Martinotti: un incontro fra protagonisti dei primi passi del folk in Italia. Perché questa scelta?
La produzione del CD è stata curata da Fabio che ha già realizzato altri dischi per l’etichetta di Maurizio Martinotti e ci sembrava naturale continuare questa collaborazione tanto più che Ethnosuoni ha apprezzato molto questo nostro lavoro. Il fatto poi di uscire con l’etichetta Folkclub-Ethnosuoni permetterà sicuramente di farci conoscere meglio e ad un pubblico più ampio.
Intervista pubblicata
su FB-Folk Bulletin, rivista di musica danza tradizione - Aprile 2003
Riprodotta parzialmente per gentile concessione del Direttore, Roberto
G.Sacchi.
Un CD per lo storico gruppo modenese
Finalmente, Suonabanda in CD!
Dopo un primo decennio di attività
fitto di centinai fra concerti, balli, attività seminariali (ed editoriali,
con la fondazione dello STRAbollettino) e un secondo di attività molto
più limitata, il gruppo è entrato in sala di registrazione per incidere
il suo primo disco. Compatti, motivati, brillanti ed efficaci come sempre,
i "ragazzi di Modena" hanno raccolto una ventina fra i loro pezzi più
famosi e li hanno pubblicati in un CD autoprodotto. Ne abbiamo parlato
un pò insieme, naturalmente davanti a pane, salame e lambrusco, come
nelle migliori tradizioni...
a cura di Roberto G.Sacchi
Cosa pensate del grande successo
che ha ottenuto la danza popolare in questi ultimi anni? Non penserete
anche voi che si stava meglio quando si stava peggio...
BERSELLI - Siamo molto contenti di questo
successo e, in effetti, è quello che speravamo succedesse quando abbiamo
iniziato a suonare alla fine degli anni settanta. Credevamo fosse possibile
prendere dalla tradizione popolare un modo e una capacità di esprimersi
e divertirsi autonomi rispetto ai modelli e agli schemi che venivano
imposti; per questo siamo andati alla riscoperta delle musiche e dei
balli della nostra tradizione riutilizzandoli poi per la loro funzione
principale: l'aggregazione, lo stare insieme, il far festa, il divertirsi
in maniera collettiva. La differenza tra gli anni Ottanta e oggi è che
allora si era in pochi, ci si conosceva quasi tutti, ci si incontrava
nelle varie occasioni (Festival, Rassegne, concerti, stages) che non
erano molte ma stavano crescendo pian piano. Oggi invece le situazioni
sono tantissime, gli appassionati sono molti, le offerte sono molteplici
e, se anche ne risente un pò la qualità, crediamo che la cosa sia molto
positiva. LOSCHI - Ben venga il successo della danza popolare, se questo
è utile a distogliere l'attenzione a gente che altrimenti impiegherebbe
il proprio tempo magari guardando certi programmi spazzatura in TV,
o frequentando gli ipermercati il fine settimana. E' ovvio che, come
in qualsiasi genere di spettacolo, aumentando l'offerta, la qualità
solitamente scade: ciascuno farà le sue scelte. VEZZALI - Il primo corso
di balli tradizionali dell'Appennino bolognese che organizzammo a Modena
nel 1981 fece circa 90 iscritti; insegnante era Italo Cevenini, fabbro
di Monzuno, e, per allora, fu un vero successo. Per alcuni dei partecipanti
fu una moda passeggera, per altri una curiosità, un motivo per stare
imsieme (e trovare il moroso o la morosa!), per qualcuno fu, anche,
un'occasione per conoscere un aspetto della propria cultura poco o nulla
considerato prima. Oggi probabilmente le motivazioni e le modalità di
partecipazione sono più o meno le stesse, il fatto che ci siano più
occasioni di ballo con un pubblico numeroso fa sperare che aumentino
le persone che si interessano al folk in modo non superficiale.
I vostri ascolti musicali, al di
fuori del repertorio abituale, verso dove si dirigono? Non vi è mai
venuta voglia di suonare qualcosa di diverso?
BERGAMINI - Ultimamente suono spesso
per i figli musiche semplici ed orecchiabili, anche se a loro piace
chiedermi di suonare i balli staccati per fare un pò di festa in casa.
L'ascolto è vario: dai Beatles ai Green Days e la musica mi accompagna
sempre in macchina o nei momenti spensierati di riposo.
LOSCHI - Sono cresciuto con il rock e il folk degli anni '60 e '70,
quindi è ovvio che ancora oggi, oltre all'impegno coi Suonabanda, ascolto
e suono anche quella musica. Mi piace interpretare brani di chitarristi
acustici come quelli di Pierre Bensusan, Alex de Grassi, o canzoni di
cantautori, italiani e stranieri, e improvvisare.
VEZZALI - Ascolto più che altro musica per violino, non solo folk, e
vicino ai dischi di Aly Bain ho quelli di Leroy Jenkins e di Arcangelo
Corelli. Mi viene voglia di suonare quasi tutto quello che mi piace,
e a volte ci provo, ma solo in casa! In pubblico suono la mandola con
l'Ensemble Mandolinistico Estense, un gruppo di "dilettanti" che con
mandolini, mandole, chitarre, mandoloncello e basso cerca di continuare
la tradizione delle orchestre a plettro, molto viva anche a Modena fino
agli anni '40. Il repertorio è formato da trascrizioni e composizioni
originali per strumenti a plettro, da Vivaldi a Calace.
Tutti voi, chi più chi meno, foste
coinvolti per qualche anno nella gestione dello STRAbollettino. Come
giudicate l'informazione sul folk di oggi rispetto alla vostra precedente
esperienza?
BERGAMINI - Ritengo che l'integrazione
del Folk Bulletin con lo STRAbollettino sia stata un'ottima cosa, e
ora la rivista mi sembra tra le migliori in circolazione (se non la
migliore). In particolare oggi l'informazione folk ci raggiunge spesso
tramite mailing list di gruppi che organizzano feste o inziative varie:
Internet è certamente alla portata di molti.
BERSELLI - Se oggi non ci fosse, lo STRAbollettino bisognerebbe inventarlo;
credo che la sua nascita sia stata fondamentale per sviluppare la collaborazione
e lo scambio di informazioni tra le diverse realtà e favorire la divulgazione
di tutto quanto avveniva e avviene nel mondo del folk. Chiaramente l'informazione
di oggi è molto più ricca e articolata rispetto a quella iniziale; la
mossa vincente è stata la fusione tra STRAbollettino e FB che ha portato
alla nascita di una rivista unica e completa che è così riuscita a svilupparsi
e a migliorarsi costantemente nel tempo.
VEZZALI - Lo STRAbollettino nacque su iniziativa di un gruppo di amici
mossi da una passione comune, in un modo un pò improvvisato, basato
sull'entusiasmo e la voglia di fare qualcosa di utile nel campo dell'informazione
sul folk. Il risultato attuale raggiunto da FB mi pare positivo e incoraggiante
a proseguire sulla strada intrapresa, perchè la maggiore professionalità,
supportata dalle nuove tecnologie, aiuta sicuramente l'informazione,
quando la passione rimane forte e non è sopraffatta dalle esigenze commerciali.
Oggi ci sono tanti giovani che
suonano il folk: cosa pensate del loro approccio ai vari repertori etnici,
considerando che solo pochissimi di loro -a differenza di voi- ha avuto
la possibilità di conoscere autentici suonatori tradizionali?
BERSELLI - E' senz'altro molto positivo
che tanti giovani si mettano a suonare musica folk (non dimentichiamo
che anche noi eravamo molto giovani quando abbiamo iniziato); il fatto
che molti non abbiano conosciuto i suonatori tradizionali che ci hanno
tramandato i vari repertori non deve essere un limite, perchè è nella
natura che il tempo passa e nessuno è immortale. A mio avviso sarebbe
importante che, quando possibile, questi giovani si rapportassero ai
suonatori della nostra generazione che possiamo ormai considerare come
i continuatori della tradizione. Come noi abbiamo imparato i nostri
repertori direttamente dai suonatori più anziani, sarebbe bello se i
giovani non si limitassero ad apprendere i brani da registrazioni o
Cd ma continuassero questo passaggio diretto, il più delle volte orale,
da una generazione all'altra. A noi, ad esempio, farebbe molto piacere
poter trasmettere la nostra esperienza ai giovani interessati.
LOSCHI - Per il solo fatto che ci sono giovani che oggi fanno musica
folk, verrebbe da dire "largo ai giovani!". Ne ho ascoltati alcuni,
e quello che mi ha colpito è quell'esuberanza e voglia di farsi sentire,
che danno molta carica al pubblico.
VEZZALI - Nei nostri incontri coi suonatori e ballerini non si è mai
parlato solo di musica, e il lato umano ha sempre avuto molta importanza
nel nostro tipo d'approccio. Se non c'è questo contatto diretto è sicuramente
più difficile assimilare un qualsiasi repertorio e la padronanza tecnica,
che certamente non manca a tanti giovani, deve essere accompagnata da
una buona dose di sensibilità.
Com'è oggi la situazione del folk
nella vostra provincia? Meglio o peggio che negli anni Ottanta?
BERGAMINI - Non mi sembra che sia cambiato
un granchè, però è vero che essendo stati poco presenti per un pò di
tempo, forse il mio giudizio è parziale.
VEZZALI - Ci sono alcune tradizioni che continuano, in ambito locale,
a coinvolgere e appassionare un limitato numero di persone; sono situazioni
importanti per chi vi partecipa, pur non avendo nulla a che fare con
i grandi eventi che fanno notizia.
Quanto è ancora "politico" suonare
folk oggi in Italia?
BERGAMINI - Diciamo che suonare folk
oggi non è propriamente un'azione politica, ma è un modo di proporre lo
stare insieme, la festa, con un senso poco "commerciale" o "consumista".
Tale modalità spazia in ogni modo tra le più varie categorie di persone.
VEZZALI - Penso che a differenza delle canzoni, dove il testo può essere
più o meno esplicito, una manfrina non sia di destra nè di sinistra, e
che ognuno possa esprimere la propria visione del mondo nel modo in cui
propone una suonata o partecipa al ballo. Suonare e ballare può quindi
diventare un atto politico in base alla modalità di partecipazione e al
contesto nel quale si svolge. Credo, ad esempio, che un reel al Festival
de l'Unità abbia un significato diverso dello stesso reel ad un comizio
della Lega Nord.
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